Qui la recensione di Lemura – Parti firmata da Antonio Ciarletta sul numero di maggio di Blow Up.
Buona lettura!
Nato a Biella nel 2012, Lemura prende vita come un collettivo musicale dedito alla sperimentazione e alla contaminazione tra generi. Fondato originariamente da Loris Borri, Alessandro Finotello e Andrea Bertoli, il progetto si è evoluto nel tempo fino a diventare il percorso solista di questi’ultimo, che ne incarna oggi l’anima e la direzione sonora.
In più, Lemura e parte di Kono, “consorzio del suono” di cui fanno parte anche gli ottimi Crushed Curcuma, cosa che ha stimolato la curiosità del sottoscritto.
Be’, premesso che al giorno d’oggi è difficile ascoltare qualcosa di originale, devo dire che questo “Parti” ha un’anima davvero singolare. E infatti un lavoro che non si limita a mescolare i generi, ma li scompone per ricostruire un’identità sonora che sembra sfuggire a qualsiasi catalogazione. C’è una sorta di urgenza espressiva in “Parti” che trasforma la ricerca sul suono in un’esperienza quasi tattile, rendendo ogni traccia un microcosmo a sé stante dove, di volta in volta, si odono echi di Robert Wyatt, ‘O Rang’, losonouncane e perfino Radiohead. Una musica che riesce a rendere palatabile perfino l’indie nostrano (un miracolo). Lemura ha più di qualcosa da dire e, soprattutto, sa come dirlo.
[7.5]
Antonio Ciarletta

